sei nell' archivio del " Prof. Math "                                                                             ritorna

Origine e significato dei segni e dei simboli dell’algebra.

Da dove deriva la simbologia algebrica moderna? Chi ha inventato i segni e i simboli correnti?

I segni per le operazioni aritmetiche sono il risultato di una lenta evoluzione. Il segno + era usato dagli scribi medievali per la parola latina et , mentre la parola latina minus era abbreviata con una lettera m soprassegnata da una piccola barra orizzontale, la lettera m poi venne soppressa e restò la barra, ovvero il segno meno, per indicare l’operazione di sottrazione. Il simbolo per la moltiplicazione × e quello per la divisione : furono introdotti a metà del XVII secolo, rispettivamente dal matematico inglese William Oughtred nel 1631, e dal matematico svizzero Johann Rahn nel 1659. La Géométrie di René Descartes (Leida 1637) ha rappresentato un momento importante nello sviluppo del simbolismo algebrico moderno.  Come si usa ancor oggi, Descartes impiegò le prime lettere dell’alfabeto per indicare quantità note, le ultime per le incognite, a a o a2  per indicare la moltiplicazione di a per sé stesso, a3 per la moltiplicazione di a per a per a e così via,  a b per la moltiplicazione di a per b, a/b per indicare la divisione di a per b, √a2 + b2 per la radice quadrata di a2 + b2. Per indicare la radice cubica Descartes usava una lettera C sotto il simbolo di radice, così  √Ca2 + b2 indicava la radice cubica di a2 + b2. Il segno di uguaglianza tra i due membri di un’equazione in Descartes era simile a un otto orizzontale ∞.
Bibliografia, R. Descartes, Opere scientifiche, vol. II a cura di E. Lojacono, Torino, UTET, 1993.
Carl B. Boyer, Storia della matematica, Milano, Mondatori, 1980

Alessandra Fiocca - Dip. di Matematica di Ferrara.