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Radice quadrata di x alla seconda

caro professor Math ho un quesito da sottoporle: la radice quadrata di x alla seconda dà come risultato x oppure valore assoluto di x?

La ringrazio in anticipo per la risposta che servirà a sedare una lite!
 

 

Non c'è alcun dubbio: la radice quadrata di x alla seconda (scriveremo d'ora in avanti  non è, in generale, x, bensì "valore assoluto di x" (scriveremo .  Ricordiamo che significa:

x, se x>0 oppure x=0

-x, se x<0

Dunque, = x, se x>0 oppure x=0;

=-x, se x<0.

Ciò dipende dalla definizione di "radice quadrata", come "funzione inversa" della funzione x2.

Può essere utile riflettere sulle modalità profondamente diverse con cui sono definite la funzione "elevamento al quadrato" e la funzione "radice quadrata".

La funzione "elevamento al quadrato" è definita in modo costruttivo: si dice che cosa fare su x per ottenere il risultato: il valore di x2 è, per definizione, ciò che si ottiene moltiplicando x per se stesso.  Dunque, qualunque sia il valore di x, è perfettamente chiaro che cosa sia x2.

Tutt'altro approccio per la radice quadrata.  Se y è un numero reale, ciò che (quando esiste) indicheremo con  è innanzitutto un numero x tale che x2=y.  Poiché x2 non assume in nessun caso valore negativo, siamo obbligati a limitare la scelta di y a valori maggiori o uguali a zero.

Diversamente dal caso precedente, non si descrive (non è possibile farlo) un algoritmo che, operando su y, conduce al valore di .  Anche quando si trova elementarmente (per esempio: , il risultato è giustificato solo a posteriori: perchè 52=25.

I problemi non finiscono qui.  Restando all'esempio citato, notiamo che anche (-5)2=25.  Perchè, allora, non accettare anche -5 come valore di ?

Una regola fondamentale della matematica impone che una funzione abbia un solo valore per ciascun valore della variabile indipendente; questa regola traspare anche dal linguaggio usato:

La radice quadrata di 25 è 5.

Affermare che

"la radice quadrata di 25 sono 5 e -5"

sarebbe altrettanto insensato (e sgrammaticato) quanto affermare che

"la capitale dell'Italia sono Roma, Napoli, Milano"

Tuttavia, resta vero che (-5)2=25.  Ciò significa che la frase

"un numero x tale che x2=y"

non è sufficiente per definire .  Per eliminare l'ambiguità, definiamo  come

"il numero x maggiore o uguale a zero tale che x2=y".

Si può dimostrare che, per ogni y0, esiste ed è unico il numero reale x soddisfacente quanto su indicato.  Ecco allora definita , per ogni y0.

 

Torniamo alla questione iniziale: chi è ?

Per maggiore chiarezza, facciamo qualche esempio numerici.

x=5.  In tal caso, x2=25; allora =è

 

"il numero x maggiore o uguale a zero tale che x2=25"

Il risultato evidentemente è x=5; in questo caso dunque abbiamo avuto =x.

Non occorre calcolare il valore di x2.  Per esempio

x=123456789.  Quanto vale ?

 

Non serve, per fortuna, scrivere l'orribile espressione esplicita di 1234567892.    è

il numero x maggiore o uguale a zero tale che x2=1234567892

È evidente che tale numero è x=123456789.  Anche questa volta abbiamo riscontrato =x  Ciò avviene tutte le volte che x0.

Vediamo ora che cosa accade se x<0.  Per esempio

x= -5.  Per definizione,  è:

il numero x maggiore o uguale a zero tale che x2=(-5)2

 

Questa volta non ritroviamo x.  Il numero -5 soddisfa il requisito di fornire come quadrato il valore desiderato, ma non quello della positività.

Poiché i quadrati di due numeri uno opposto dell'altro sono uguali, avremo 52=(-5)2.  Perciò , vale a dire l'opposto di x al quale avevamo assegnato il valore -5.

Allo stesso modo, avremo ; ed in generale, , tutte le volte che x<0.

Riassumendo:

 

= x, se x è maggiore o uguale a zero;

 

= -x, se x è minore di zero.

 

Questa è esattamente la definizione di .

 

Paolo Negrini – Dipartimento di Matematica – Università di Bologna