sei nell' archivio del " Prof. Math "                                                                             ritorna

Libri di testo: aree, potenze e unità di misura

Sono un insegnante di scienze matematiche di scuola media, con laurea in scienze Biologiche e forse per questo con frequenti incertezze.

 

Cercherò di illustrarne alcune sperando che lei possa aiutarmi:

1.                       I testi di geometria nello spiegare l’area dei poligoni regolari circoscritti ad una circonferenza fanno riferimento alla formula , e fin qui tutto ok, per i poligoni irregolari la formula diventa , facendo così riferimento con r al raggio della circonferenza inscritta, piuttosto che all’apotema del poligono inscritto. Sbaglio o sia per i poligoni regolari che per gli irregolari (ovviamente circoscrivibili), il raggio della circonferenza inscritta coincide con la distanza fra il centro e qualsiasi lato del poligono, ovvero l’apotema?  

2.                       Tutti i testi di aritmetica nello spiegare le proprietà delle potenze, per generalizzare le proprietà stesse, usano esclusivamente le lettere a e b per  indicare le basi ed m ed n per indicare gli esponenti. Sarebbe scorretto usare qualsiasi altro tipo di lettere magari anche la x e la y? Inoltre ho notato che non viene mai generalizzata in forma letterale la proprietà della moltiplicazione fra più di due potenze con uguale base, mentre viene espressa in forma letterale la proprietà della moltiplicazione fra più di due potenze con uguale esponente, come mai?

3.                       Operazioni ed unità di misura. Cito testualmente un testo: , va bene? , va bene ? ( si può ometter “in”?)

                 

Prima domanda

Per un poligono regolare di n lati esiste sia la circonferenza inscritta che quella circoscritta ed esse hanno lo stesso centro. Unendo il centro con i vertici del poligono, questi viene suddiviso in n triangoli isosceli congruenti e l’area di ognuno di essi si trova mediante la ben nota formula , dove la base è il lato del poligono e l’altezza relativa è il raggio della circonferenza inscritta (chiamato anche apotema). L’area del poligono è allora data da

Se il poligono non è regolare, ma esiste comunque la circonferenza inscritta, unendo il centro di tale circonferenza con i vertici del poligono questi viene diviso in n triangoli (non necessariamente congruenti né isosceli)  che hanno per base i lati del poligono e per altezza relativa il raggio della circonferenza (che possiamo ancora chiamare apotema). La formula precedente è ancora valida poichè , indicate con  le misure dei lati del poligono risulta

La distanza del centro della circonferenza inscritta da uno qualunque dei lati del poligono circoscritto (regolare o meno) è uguale al raggio della circonferenza, questo perché tutti i lati del poligono sono tangenti alla circonferenza.

Seconda domanda

Per indicare le proprietà delle potenze si possono utilizzare lettere qualunque; normalmente, per le basi si utilizzano le lettere a,b,c,… e non ad esempio x, y perché queste ultime hanno solitamente, in campo algebrico, il significato di incognite, mentre per gli esponenti si utilizzano usualmente m,n perché i numeri naturali vengono di solito indicati con tali lettere. Ripetiamo, però, che, una volta chiarito il contesto, non c’è nessuna preclusione all’uso di qualsivoglia lettera per indicare basi ed esponenti.

Per quanto riguarda la proprietà  relativa al prodotto di potenze con la stessa base, questa viene normalmente data nel caso di un prodotto di due fattori, perché poi è facilmente generalizzabile (grazie alla proprietà associativa del prodotto) al caso di piò di due fattori.

La proprietà relativa alla potenza di un  prodotto di più fattori è data su alcuni testi per due fattori e su altri per più fattori.

Osserviamo inoltre che la proprietà relativa alla divisione di potenze con la stessa base deve essere formulata per due potenze perché la divisione non gode della proprietà associativa. Ad esempio  mentre  

Terza domanda

La terminologia usata negli esempi riportati nel testo è corretta, anche se a volte si scrive in maniera più sintetica (ma meno corretta) 2p = 192 cm invece di 2p=192 in cm. È però importante non confondere un segmento con la sua misura, in quanto un segmento è una grandezza geometrica (e di solito si scrive AB per indicare il segmento di estremi i punti A e B), mentre la misura è un numero reale ( e di solito si scrive  per indicare la misura del segmento AB, rispetto ad una prefissata unità di misura).

 

Giuliano Mazzanti e Valter Roselli - Dipartimento di Matematica - Università di Ferrara